Lo stress mette corpo e mente in stato di allarme. È una reazione arcaica e complessa che abbiamo ereditato dai nostri progenitori per fronteggiare dei pericoli reali. Nella vita moderna, la sopravvivenza non è (quasi mai) in gioco, ma le cause di squilibrio sono numerose e continue: stanchezza, errori alimentari, inquinamento, ritmi frenetici, notizie ansiogene e difficoltà varie. Spesso, “a tua insaputa”, anche pensieri ed emozioni, così come posture ed espressioni del volto, contribuiscono a mantenerti in uno stato di disagio. Quando l’insieme corpo-mente percepisce una minaccia, anche soltanto virtuale, come un gesto o una parola sgarbata, reagisce con tre modalità: tensione immobile (mi blocco), preparazione alla fuga (mi attivo per allontanarmi dalla minaccia), preparazione alla lotta (mi attivo per affrontare la minaccia). In ogni caso, ormoni come adrenalina e cortisolo aumentano l’energia in circolo, il livello di allerta e di ansia.
Stress episodici e acuti fanno parte della vita e tutti gli animali sono attrezzati per affrontarli. L’ambiente in cui viviamo oggi, però, è molto diverso da quello che ha plasmato la nostra specie. Raramente mettiamo in atto le risposte motorie adatte a disinnescare lo stato di allarme. Il risultato è che, di frequente, viviamo in una condizione di stress cronico, rendendo più fragile il nostro equilibrio e provando varie forme di disagio a cominciare dall’ansia.
Il movimento è il mezzo più naturale ed efficace per chiudere il ciclo dello stress. La sua azione sull’insieme corpo-mente è globale. È importante, però, personalizzarlo e praticarlo in modo consapevole. Spesso, chi fa sport solo per “scaricarsi”, esagera, diventandone dipendente e perpetuando quella condizione di iper attivazione che vorrebbe ridurre. La manipolazione craniosacrale è complementare al movimento. Consente di agire in modo più localizzato, sui “nodi” più resistenti e difficili da sciogliere. Il suo effetto rilassante è profondo.